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Stefania, rompiamo il ghiaccio: ci racconti la sua giornata tipo come Hotel Manager del Nu Hotel.

Mi piacerebbe dirvi che le giornate hanno una programmazione dettagliata che riesco a rispettare rigidamente ma nella realtà non è così. Parto sempre con una “to do list”, un canovaccio che seguo per le mie attività giornaliere , ma il nostro lavoro si modifica spesso nel corso della giornata.

Di base, i miei impegni riguardano principalmente il controllo di gestione, la supervisione sui servizi  e i reparti, sulle procedure..  non manca mai  un caffè con il reparto Front& back office, cuore dell’hotel, per fare il punto sulla giornata e sulle criticità eventuali.

Ci sono i fornitori,  le relazioni commerciali, una supervisione vendite e HR… insomma non ci si annoia mai.

Cosa la motiva e l’ispira ogni giorno a svolgere il suo lavoro?

Credo fortemente nel valore della squadra, e mi piace dare un buon esempio. Questa è una delle principali motivazioni. Spesso mi ispirano le nuove leve, ascolto moltissimo i giovani, le proposte apparentemente folli che ci permettono di uscire dagli schemi. Pensare OUT OF THE BOX è contagioso e mette in moto meccanismi virtuosi.

Professionalmente parlando, come si immagina tra dieci anni?

In dieci anni si fa in tempo a cambiare più vite lavorative… vorrei continuare a occuparmi dii turismo e comunicazione. Non so se voglio ancora avere a che fare  strettamente coi numeri, la mia indole è creativa e sono portata naturalmente a “produrre” idee. Se le idee sono davvero buone, poi seguono i numeri.

Che consiglio darebbe a una giovane donna desiderosa di intraprendere una carriera nell’hospitality?

In quanto donna la capacità di accogliere è “naturale “, istintiva, poiché noi donne accogliamo e accudiamo da sempre. Le consiglierei di non dimenticare mai questo istinto che solo a noi appartiene, qualunque sia  ruolo che andrà a ricoprire.

Mi dia la sua definizione di “servizio eccellente.

È un servizio non solo personalizzato ma “empatico”, che risponde ad aspettative specifiche e differenti per ogni ospite, superandole. Va oltre gli  standard  di qualità che sono tangibili  ed elencabili nei manifesti e contratti, è qualcosa di più: parlo di gentilezza, di discrezione, di ascolto, pazienza e aiuto.

A suo dire cosa rende il NU hotel diverso dai suoi competitors?

Il suo format non convenzionale e  senza tempo: è un prodotto  leggero ma solido, una realtà altamente personalizzata nei servizi.

La sua è una carriera poliedrica: comunicatrice, formatrice e hotel manager. In che modo queste esperienze hanno arricchito la sua professionalità in ambito hospitality? Consiglierebbe il suo percorso ad altri?

Sono tutti aspetti di me, della mia personalità, che ho sviluppato come interessi, che poi ho trasportato nel lavoro. Ognuno compone la propria professionalità in base ai propri talenti, sono tutti parte di un insieme. L’importante è poter pescare sempre elementi utili dal proprio bagaglio per affrontare situazioni diverse.

Restiamo in argomento. Lei è anche docente di Hospitality & Turism. C’è un messaggio fondamentale che cerca sempre di trasmettere ai suoi studenti?

Cerco sempre di trasmettere loro il messaggio, per me fondamentale, che si può essere super professionisti senza dimenticare la gentilezza e la disponibilità. Mi piace che i miei studenti capiscano che lavorare sulla propria passione non solo porta risultati nel lavoro, ma anche soddisfazione nella vita più in generale.

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Hospitality e sostenibilità: due argomenti a lei molto vicini. Crede che il comparto si stia muovendo nella giusta direzione? Quali sono gli obiettivi prioritari da raggiungere?

Il mondo alberghiero si sta muovendo in una direzione ormai ineludibile, come la società nel suo complesso. Oggi la scelta di essere sostenibili, di avere una gestione attenta al personale, all’ambiente, alle buone pratiche, è necessaria. Dico di più: è un elemento che i clienti analizzano sempre di più nel momento della scelta. Personalmente credo che la sensibilità ambientale, in particolare, sia diventata un obbligo civico ed è bene così. La strada è ancora lunga, ma è stata imboccata.

Quali iniziative di sostenibilità sono già in atto al Nu Hotel?

Abbiamo scelto di  eliminare la plastica in tutti inostri prodotti cortesia oggi del brand CULTI e  utilizzare packaging in carta reciclateE Riduciamo  il consumo elettrico con adozione di sole lampade LED a spegnimento automatico. Adottiamo materiale naturale  e di manifattura italiana per il tessile in camera. Abbiamo digitalizzato tutti i supporti cartacei, dai bookroom in  camera a tutti i materiali informativi utili all’ospite. Una directory digitale   facilmente consultabile on e offline viene inviata al nostro ospite in fase di conferma prenotazione.

Sono piccoli passi su una strada pero ben chiara da seguire.

Concludiamo. Come vede la collaborazione tra il Nu Hotel e Playhotel Next? Possiamo dire che il nostro team è ambassador del vostro brand?

Playhotel rappresenta per noi un partner affidabile e solido.

Credo che la chiave di questa unione, oltre alla capacità di poter garantire un servizi adeguato e strutturato agli standard dell’hotel , grazie  competenza dei collaboratori e formazione continua del loro personale, risieda nell’incessante “dialogo azienda/ hotel” che permette di prevenire criticità, di interpretare al meglio i bisogni, ma soprattutto di sentirsi tutti appartenenti ad un unico progetto. Questo fa si che si diventi ambassador di un brand.

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