You are currently viewing Come è cambiata l’ospitalità? La parola a Maurizio Faroldi – prima parte
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Continua il tanto atteso appuntamento con le miniserie Playhotel Next, questa settimana abbiamo come ospite Maurizio Faroldi, Direttore Generale di Hotel Sanpi Milano e Hotel Mediolanum. Quali contenuti affronteremo? Niente spoiler, leggete la prima parte dell’intervista per scoprirlo. Ne abbiamo sentito parlare più volte, ormai è assodato che la pandemia ha cambiato i comportamenti dei turisti/viaggiatori. Cerchiamo di capire insieme, da diversi punti di vista, quali sono rimarranno dopo la fine dell’emergenza?  
Alla luce di questa situazione come è cambiata l’ospitalità, come è cambiata la ristorazione?
La ristorazione NON cambierà la Sua proposta-offerta di prodotti e menù; le linee e gli indirizzi presi ben prima della pandemia rimarranno e si confermeranno, vedi la scelta di ingredienti provenienti da filiera corta per gustare una cucina di prossimità, la ricerca di proposte legate al territorio, la diversificazione dei menù secondo le intolleranze alimentari, l’esigenza esperienziale e sociale del mangiare fuori casa.  Quello a cui si assisterà sarà un desiderio di ripresa della “normalità”, con una accentuata attenzione ai bisogni indotti dalla drammatica esperienza lasciata alle spalle. Quindi ci sarà una maggiore propensione verso locali che abbiano spazi all’aperto o possano garantire un certo distanziamento tra i tavoli. Le scelte saranno mirate verso ambienti in cui si respiri sicurezza e attenzione all’igiene e ai protocolli sanitari; luoghi di e per quella ristorazione che tende a rendere unica e singolare, l’investimento nella conoscenza di “cucine” fuori casa.  E’ tuttavia prevedibile che ci sia un periodo di eclisse di un paio d’anni per quei ristoranti di piccole dimensione da centro storico dove capitava talvolta di essere obbligati a sedere in 4 su tavolini 80×80.  Mentre i ristoranti negli alberghi potrebbero essere riscoperti e riconsiderati, visto il preesistente obbligo nell’applicazione di normative sugli spazi e l’adozione di standard altissimi nei protocolli di igiene e preparazioni degli alimenti. Infine, penso si incrementeranno ulteriormente i servizi di delivery; sdoganando il concetto che questo sia solo ancorata ad una proposta di fast-food; per chi si differenzierà c’è spazio per ii fast-gourmet.
E per la gestione dell’area benessere, quali cambiamenti ci portiamo dietro?
Mai come in quest’ultimo anno l’attenzione di ognuno è stata così tanto rivolta alla propria integrità salutistica: alla cura sistematica di comportamenti atti a preservarci da deficit del nostro benessere. La tendenza edonistica del turista, che negli ultimi vent’anni ha sdoganato l’aspetto medico della cura del proprio benessere (vedi la pratica termalismo) andando verso l’aspetto olistico dello star-bene psicofisico, (vedi tutto il mondo del Wellness sportivo ed estetico), sarà ancora più accentuata.  I protocolli di igiene, attenzione, cura e continuo ammodernamento delle aree benessere degli Alberghi, verranno maggiormente enfatizzati a livello di marketing e comunicazione e rappresenteranno un forte moltiplicatore di valore aggiunto del soggiorno offerto. 
Per quanto riguarda i servizi esterni?
Se per servizi esterni intendiamo la serie di Partnership che si sviluppano per fornire i servizi durante il soggiorno agli ospiti, come ad esempio il servizio di lavanderia per la biancheria, avremo sempre più accentuata la propensione ad una severa selezione di soggetti portatori di documentata professionalità. Ovvero verranno presi in considerazione solo partner che abbiano chiare certificazioni di qualità; che condividano con l’imprenditore la visione di responsabilità e coscienza di quanto prodotto; insomma non si opererà selezionando per mera convenienza economica, ma ricercando partners che condividano e supportino lo sforzo dell’imprenditore nel raggiungimento del successo imprenditoriale; sempre più orientati entrambi verso la formula commerciale win-win
E i servizi ancillari quanto saranno importanti?
Prima della pandemia, i servizi ancillari stavano guadagnando sempre più considerazione; più una struttura tendeva a “ottimizzare” spazi e servizi, più creativamente tendeva ad ampliare la platea di proposte da offrire all’ospite, e più il fatturato indotto dai servizi ancillari prendeva consistenza, più richiamava attenzione e richiedeva cura.  Ritengo tuttavia che, nel prossimo futuro, ci si possa attendere un prudente pragmatismo da parte del Cliente nell’utilizzo degli stessi e nella spesa che si genera. Bisognerà immaginare nuovi servizi e affinare costi/benefici per evitare si ripeta, ad esempio, la parabola ineluttabile dei consumi nei Minibar. A nuovi bisogni corrisponderanno risposte nuove per tendere alla piena soddisfazione dell’Ospite. Anticipare  i nuovi desiderata ed intercettarne i nuovi bisogni, potrà creare una nuova generazione di  servizi ancillari sempre più tailor-made , che genereranno fatturato  e carattere identitario per la struttura.

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