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Avevamo già accennato all’argomento quando abbiamo parlato dei nuovi trend del turismo, ma questo fenomeno merita un approfondimento.

Risvolto positivo di questa pandemia in corso, il turismo lento e sostenibile si è accentuato molto nell’ultimo anno, soprattutto nella sua accezione di contrapporsi all’overtourism, o turismo di massa.

Cerchiamo di capire di cosa si tratta, cosa si intende e quali opportunità riserva per tutto il settore.

Che cosa si intende per turismo lento e sostenibile? Le diverse accezioni

Il turismo sostenibile è entrato “a gamba tesa” nel nostro modo di pensare, se ne sente parlare sempre più spesso, le ricerche sul tema si sono duplicate, complice anche, fortunatamente, questa nuova tendenza che si sta sviluppando di vivere in maniera ecofriendly.

Ma cosa si intende per turismo sostenibile?

Secondo l’ UNWTO, l’Organizzazione Mondiale del Turismo, il turismo sostenibile è quella forma di turismo capace di soddisfare le esigenze dei turisti di oggi e delle regioni ospitanti prevedendo e accrescendo le opportunità per il futuro. 

Tutte le risorse dovrebbero essere gestite in modo tale che le esigenze economiche, sociali ed estetiche possano essere soddisfatte mantenendo l’integrità culturale, i processi ecologici essenziali, la diversità biologica, i sistemi di vita dell’area in questione.

Anche l’AITR, l’Associazione Italiana Turismo Responsabile, ha adottato una sua definizione indicando come turismo sostenibile quello attuato secondo principi di giustizia sociale ed economica nel rispetto di ambiente e cultura. In questa accezione si riconosce la centralità della comunità ospitante e si favorisce l’interazione tra industria del turismo, comunità locali e viaggiatori.

Turismo sostenibile: la filosofia alla base di un nuovo modo di viaggiare

Possiamo presupporre che siano gli effetti della pandemia e delle continue restrizioni che ci hanno visti costretti a comportamenti che abolivano gli assembramenti, o magari è solo la naturale evoluzione di un fenomeno che aveva i giorni contati, l’overtourism, fatto sta che il turismo sta cambiando, il concetto di vacanza sta cambiando, il ritratto del viaggiatore sta cambiando. 

I viaggiatori scelgono di fare viaggi di esperienza e di conoscenza piuttosto che i soliti viaggi nelle note capitali europee, toccata e fuga. 

Ed ecco che si sviluppa il turismo lento e sostenibile.

Cosa c’è dietro questa filosofia? La contrapposizione all’Overtourism

Sono anni ormai che le mete turistiche soffrono di sovraffollamento

Ci sono luoghi che tutti vogliono vedere perchè sono famosi, perchè ci hanno girato scene di film, o perchè l’influencer di turno ci è andato in vacanza.

Il fenomeno dell’overtourism riguarda città come Venezia o Roma ma anche borghi e contesti naturali come spiagge, isole o sentieri. Tutto può essere “contaminato” dall’overtourism.

Questo tipo di turismo di massa causa inquinamento, devastazione della natura e disagio delle popolazioni locali e non sempre si hanno benefici a livello economico, anzi.

Il turismo lento e sostenibile come scelta consapevole

Il turismo lento e sostenibile si pone quindi come una nuova visione di intendere la vacanza motivata dalla ricerca di autenticità, di un’esperienza vera e dalla scoperta delle bellezze, culture e tradizioni locali, lontani dal turismo di massa.

Possiamo chiamarlo anche turismo di qualità. 

Viaggiare in modo lento e sostenibile è nuovo modo di scoprire, di conoscere cultura, territorio, persone e gusti, un nuovo modo di promuovere la qualità e l’esperienza contrapponendosi al turismo di massa, veloce e di consumo che poco valorizza le tipicità di un luogo.

Esempi di turismo lento e sostenibile

Parlare di turismo lento e sostenibile significa andare alla scoperta o riscoperta dei borghi, delle mete meno conosciute, dei cammini che attraversano da Nord a Sud l’intero Paese. 

Godere di percorsi naturalistici, di attività all’aria aperta da fare solo in piccoli gruppi, di riscoprire il legame con un territorio.

Alcuni esempi di attività relative al turismo lento e sostenibile sono:

  • birdwatching,
  • turismo fluviale e lungo i corsi d’acqua,
  • cicloturismo,
  • cammini;
  • ippovie e mobilità slow

La pandemia ha messo a dura prova il settore turismo, costringendo moltissime aziende a chiudere e altrettanti dipendenti in cassa integrazione. Ma che questa possa essere l’occasione per ripartire in un modo nuovo maggiormente sostenibile anche da tutto il comparto.

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