You are currently viewing È davvero conclusa l’era delle amenities monouso?
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È da poco entrata in vigore anche in Italia la direttiva europea SUP (Single Use Plastic), che stabilisce una serie di linee guida specifiche per l’abolizione dei prodotti in plastica monouso e degli imballaggi più inquinanti.
Chi ha già avuto modo di studiare i nuovi decreti sa che il settore hotellerie è interessato solo marginalmente. Certo è che, per mano della stessa direttiva, nei prossimi cinque-dieci anni assisteremo all’abolizione non solo delle plastiche monouso, ma anche del concetto stesso di monouso.

In quest’ottica, vi forniamo alcuni spunti di riflessione per scelte più razionali, economiche e capaci di soddisfare appieno il cliente.

Cosa è cambiato dal 14 gennaio?

La normativa ha vietato la commercializzazione di articoli monouso in plastica e plastica oxo-degradabile.  Tra i prodotti interessati, bottiglie e contenitori in plastica per cibi e bevande, tappi e coperchi, cannucce, accessori per la pesca. Contrariamente a quanto accaduto in altri paesi europei, in Italia sono ancora ammessi prodotti in materiale plastico biodegradabile e compostabile, con percentuali di materia prima rinnovabile uguali o superiori al 40%.

Insomma, le amenities dei kit cortesia – ad esclusione dei cotton fioc in materiale plastico – sembrerebbero per ora escluse dalla messa al bando. Ciò non vuol dire che si possa riposare sugli allori. Per capire la portata del prossimo cambiamento, dobbiamo infatti far riferimento alle linee guida della SUP.

Perché dovremmo comunque eliminare il monouso dalle nostre strutture?

In Italia, le prime applicazioni della direttiva sono state blande. 

Di contro, gli obiettivi generali della SUP sono ambiziosi e potenzialmente problematici per il settore alberghiero. Da un esame più attento del documento originale apprendiamo infatti l’intenzione di abolire, entro il 2030, tutti i prodotti monouso in plastica.

Sostituire in blocco i classici flaconcini in PET con analoghi in PLA e CPLA potrebbe arginare solo per poco il problema. Benché l’Italia si stia dimostrando più permissiva di altri paesi su questo fronte, le linee guida del SUP parlano chiaro: i polimeri realizzati sulla base di componenti organici sono in tutto e per tutto paragonati a plastiche e quindi soggetti alle stesse restrizioni.

Discorso analogo si può fare per i prodotti monouso in legno, polpa di cellulosa, bamboo e foglie di palma. Si tratta di alternative sostenibili, ma lontane dal vero obiettivo della Commissione Europea: l’eliminazione del concetto stesso di monouso e del modello di consumo usa e getta

Rispondiamo quindi alla domanda che ci siamo fatti ad inizio paragrafo. Perché eliminare, già oggi, il monouso dalle nostre strutture? Questioni ecologiste e reputazionali a parte, si tratta di semplice buon senso: entro dieci anni, il concetto di usa e getta sarà obsoleto.

I vantaggi del prodotto sfuso

Il passaggio al prodotto sfuso richiede senza alcun dubbio un investimento iniziale (pensiamo, ad esempio, ai costi di acquisto e installazione dei dispenser antimanomissione), ma può trasformarsi in un’occasione per ripensare completamente i prodotti messi a disposizione del cliente e definire partnership più fruttuose dal punto di vista economico e d’immagine.

Negli ultimi anni, soprattutto per il segmento luxury, il comparto delle amenities da bagno ha avuto un vero e proprio boom, posizionandosi nella mente dei consumatori come uno dei principali segni distintivi di un hotel di qualità. Il mercato dei prodotti da bagno è tuttavia dominato da pochissimi player, principalmente cinesi, che – prezzi competitivi a parte – poco hanno da offrire sul fronte della sostenibilità, della customizzazione e della valorizzazione del territorio.

L’introduzione di prodotti sfusi può essere una grande occasione per ripartire dal prodotto e dai suoi ingredienti. È infatti fondamentale considerare ciò che i consumatori vogliono oggi: Inci brevi e naturali che riducano al minimo la possibilità di reazioni avverse; prodotti distintivi inequivocabilmente legati al brand e alla sua offerta territoriale

In Italia ci sono centinaia di aziende cosmetiche locali medio-piccole, che a partire da ingredienti locali possono costruire un’offerta bio, altamente personalizzata e distintiva. Eliminato il vincolo dei mini-flaconi, che possono incidere anche di 1/3 sul prezzo complessivo del prodotto e richiedono ordini mini proibitivi, si apre la strada a una nuova era per i prodotti sfusi, caratterizzata da collaborazioni esclusive, locali, dal grande valore aggiunto.

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