You are currently viewing Guardare l’ospitalità da un diverso punto di vista. Intervista a Sara Abdel. Seconda parte
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Nella prima parte della nostra intervista abbiamo affrontato come è cambiato il mondo dell’ospitalità e cosa significa oggi lavorare nell’ospitalità. Abbiamo analizzato la figura del cliente finale, per capire che ruolo occupa nel sistema accoglienza. 

Oggi andremo più nel dettaglio toccando un tema molto caro anche a noi di Playhotel Next, il valore delle persone e l’importanza del team.

In un contesto così complicato per il mondo dell’hotellerie come si consolida una buona partnership con un’azienda fornitrice? Quali garanzie si cercano, quali aspettative si hanno ma soprattutto quali sono i criteri che portano a una scelta rispetto che a un’altra?

Coltivando e alimentando rapporto di fiducia e di stima, rispettando i propri valori.

Oggi più che mai, vale la correttezza reciproca senza essere avidi o egoisti. Io credo molto nei rapporti a lungo termine e credo che tutto possa sempre tornare utile quindi rispetto molto il lavoro degli altri e auspico nella reciprocità.

I criteri sono legati, per quanto mi riguarda, ai valori citati prima.

La performance si ottiene: capacita – interferenze / competenze + passione.

Se si alimenta questa equazione beh…il gioco è fatto.

Durante lo speech che ti ha visto ospite di Playhotel Next nell’ultima edizione dell’Hospitality Day abbiamo parlato della determinazione del prezzo per un servizio di outsourcing.  Dal punto di vista dell’albergatore, quali sono i fattori che dovrebbero incidere sulla qualità di un servizio? 

La cura nel dettaglio. La flessibilità. La serenità. La trasparenza. Il coinvolgimento. La stessa vision e lo stesso scopo. Approccio WIN-WIN.

Durante il suo percorso professionale ha sempre riservato ampio spazio al tema del benessere lavorativo, della formazione e del valore delle persone. 
Quando si insegue il prezzo si rischia di compromettere la dignità dei lavoratori, in molti casi le regole del mercato danneggiano le persone e il mercato stesso. 

Credo nel benessere lavorativo per svariati motivi.

Il team è il vero risultato delle nostre competenze e siccome il significato sta nella risposta, Se io “arrivo al team” il team risponderà prontamente alle linee guida.

Se io “non arrivo” al team e impongo delle regole beh il team non riconoscerà ciò che è corretto da ciò che non è corretto e quindi agisce in modalità robotica (senza emozioni, senza competenze e via discorrendo).

Per me è fondamentale: insegnare, trasmettere, condividere strategie e rendere partecipe il team alla scoperta di soluzioni.

Loro fanno la differenza sul campo NON il contrario.

Io sono solo uno strumento di guida che mette a loro disposizione contenuti utili all’attività.

Il brutto periodo che stiamo vivendo ci da la possibilità di ripensare tante cose, far tesoro dell’esperienza. Quali aspetti potrebbero essere migliorati nel mondo dell’ospitalità?

La tecnologia ha un ruolo fondamentale e deve essere vista come strumento per agevolare, migliorare ed enfatizzare aspetti che possono essere sostituiti per dare onore ad altri aspetti che legano le persone (staff e cliente) verso un approccio high level, autentico e memorabile. 

Questo è un aspetto da prendere in seria considerazione.

Le persone non sono delle macchine da programmare per ottenere la perfezione.

I robot possono fare ciò che le persone non sono nate a fare (ad es aspetti legati a procedure tecniche, calcoli, tabelle, scanner, fotocopie…).

Noi siamo anima, cuore e testa uniamoli e diffondiamoli al cospetto del prossimo.

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