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Il 2020 sarà ricordato da tutti come l’anno più nero per il mondo del turismo, l’impossibilità di spostarsi, di viaggiare, hanno influito in maniera negativa su tutta l’industria viaggi, con un crollo degli arrivi internazionali del 65% nel primo semestre dell’anno, secondo i dati diffusi nel giugno scorso dalla World Tourism Organization.

Ma se tutto questo avesse fatto emergere nuove tendenze?

Neverending Tourism: una conseguenza del Covid-19?

Ormai è assodato, la pandemia e il virus hanno portato modifiche nelle abitudini dei cittadini, sono cambiate le priorità, si sono modificate le modalità di interazione; da adesso in poi, probabilmente, vivremo in un mondo che non sarà lo stesso di un anno fa.

E il settore turismo in tutto questo dove si colloca?

Il mondo del turismo non fa eccezione, infatti questo anno di pandemia ha messo in luce delle opportunità prima poco esplorate. È il caso del cosiddetto Neverending Tourism, uno dei trend emersi nel 2020 che si sta consolidando.

Di cosa si tratta esattamente?

L’idea alla base del concetto di Neverending Tourism, secondo Eleonora Lorenzini, direttrice dell’Osservatorio per l’Innovazione del Turismo del Politecnico di Milano, è rendere il viaggio continuo, non lasciare quindi che si esaurisca con il soggiorno in loco bensì prolungare l’esperienza del turista anche una volta tornati a casa.

Trasformare quindi il concetto di turismo “mordi-e-fuggi” con un turismo che sia maggiormente ancorato alla destinazione.

Neverending Tourism e l’alternativa all’offerta tradizionale

La tendenza al neverending tourism è stata rafforzata dalla riscoperta, indotta dalle restrizioni anti-Covid, di destinazioni vicine che ha sostenuto il mercato delle experience.

La costrizione al turismo di prossimità vissuta nel 2020 ha generato un lascito che ha sostenuto il mercato delle esperienze, in forte crescita negli ultimi anni.

Secondo le parole della Lorenzini: «Il neverending tourism può essere una fonte di revenue incrementale che ovviamente non risolve il problema delle destinazioni e delle strutture ricettive ma c’è un mercato potenziale ancora non valorizzato».

È arrivato quindi il momento di cambiare il nostro modo di pensare e stravolgere quei paradigmi per ripensare le nostre offerte turistiche per adattarle ad un mercato nuovo, diverso, dove il turista è il protagonista, sempre.  

Come valorizzare l’esperienza prima e dopo il viaggio

L’offerta tradizionale non è più sufficiente, bisogna puntare ad estendere nel tempo l’esperienza turistica in modo che sia continuativa e non ristretta al tradizionale periodo di ferie.

La parola chiave è creare un forte legame con la destinazione per valorizzarne l’esperienza.

In che modo?

In questo ci viene in aiuto il digitale.

L’estensione dell’esperienza turistica, alla base del concetto di Neverending Tourism,  può essere sia fisica sia digitale, sia nello spazio (non solo in destinazione)  sia nel tempo (non solo durante, ma anche prima e dopo l’esperienza di viaggio). 

Questo significa quindi prevedere una nuova offerta turistica fatta di contenuti e servizi da distribuire tramite canali digitali sia da destinazioni sia da singoli operatori per anticipare nel pre-viaggio e proseguire nel post-viaggio la relazione con il cliente e generare ulteriori fonti di ricavo.

Prendiamo l’esempio di Milano e del Portale Milano Guida, che offre una vasta offerta di incontri culturali interdisciplinari. Tour che fanno del digitale un’opportunità, non un limite, trascendendo i confini geografici e temporali e permettendo l’incontro con artisti e figure storiche. Esperienze interattive, tra video e ricostruzioni 3D, in cui non manca l’aspetto sociale: è possibile rivolgere domande alle guide e interagire con gli altri utenti connessi.

Non possiamo a questo punto non citare l’offerta food, capace di creare legami indissolubili con i clienti nonché nuove partnership con il network di produttori locali. 

Il primo spunto che vogliamo fornirvi è semplice quanto efficace: corsi di cucina incentrati sulla preparazione di piatti della tradizione. Qui il valore aggiunto non è dato dalla presenza di chef stellati, bensì dall’incontro con ristoratori e produttori storici, figure sagge, colorite, ricche di aneddoti ed esperienza, capaci di trasmettere il proprio amore per il prodotto e il territorio.

Per chi non può immaginare un’esperienza enogastronomica senza odori e sapori, la soluzione potrebbe risiedere invece nelle degustazioni a “distanza”.

Il funzionamento è estremamente semplice: prima dell’inizio dei webinar l’utente iscritto riceve dei samples di prodotto. Poter apprezzare le tipicità locali in compagnia di esperti facilita il successivo e-commerce e può dare il via ad altre iniziative più strutturate nel tempo, come ad esempio le “subscription box”. Qui il cliente sottoscrive un abbonamento annuale, ricevendo ogni mese un pacco di prodotti locali. Un’occasione per scoprire tipicità minori, comuni limitrofi e realizzare curatissime degustazioni verticali.  

Per chiudere, non dimentichiamoci dei più piccoli: offrire quaderni didattici digitali – incentrati su flora, fauna o, perchè no, antiche leggende popolari  – è uno splendido modo per coinvolgere l’intera famiglia in un’esperienza culturale che trascende i confini della vacanza e appassiona le future generazioni.

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