You are currently viewing Nuove sfide e opportunità nel management alberghiero – prima parte
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Questa settimana, in compagnia di Marco Bianciardi, Hospitality Management Profit Specialist, una panoramica sulle nuove sfide e opportunità del management alberghiero. 

Mi piacerebbe che  esprimesse il suo punto di vista sui canali di prenotazione, l’ingresso in modo nuovo di Google, le difficoltà e le reazioni, anche scomposte, di Booking.com (mi riferisco alle prepagate dello scorso anno ed alle nuove prepagate non xlm)

Lo scorso anno credo che tutti, ma proprio tutti, si siano adirati contro Booking.com, soprattutto per il modo con cui ha gestito le prepagate non rimborsabili. Il momento era davvero drammatico, fiumi di cancellazioni, panico diffuso un po’ dappertutto, all’orizzonte solo il nulla… chiaramente, la prima preoccupazione di ogni albergatore è stata la mancanza di cassa a data da definire. Lo sforzo era enorme: gestire il tutto cercando di subire il danno minore. La scelta ricadde sui voucher che ogni struttura proponeva ai propri clienti; purtroppo, booking vanificò questa disperata iniziativa rimborsando tutto a tutti, per cui tutti poi volevano il rimborso, non più il voucher. 

Inizialmente, tutti i colleghi giuravano che nessuno avrebbe più lavorato con Booking.com ma, quando a luglio siamo ripartiti, tutti hanno riaperto la disponibilità a Booking e alle OTA; qualcosa, però, era cambiato.

Oggi, infatti, tutti, booking incluso, si rendono conto che le prenotazioni non rimborsabili non hanno più senso, questa pandemia ha cambiato il modo di prenotare delle persone, che vogliono informarsi direttamente dall’albergo, vogliono vederci chiaro, cercano direttamente la soluzione più elastica per loro. In questo scenario Google, forte anche del disastroso rapporto avuto fra albergatori e OTA, si propone come vero e proprio partner. 

Molti investono già nel proprio sito web e su Google Ads e grazie a Google Hotel Insights credo proprio che forse un cambio di passo stia finalmente per avvenire in un futuro molto prossimo.

Come argomento centrale dell’intervista le proponiamo il tema del Profit Management come approccio corretto a gestire la situazione attuale. Cosa intende per P.M?

Dopo questo anno, è cambiato un po’ tutto, è come se ci fosse stato un reset di sistema per cui si riparte da capo. I fondamentali del Profit di management alberghiero restano invariati, chi ha sempre lavorato con sistema, tenendo conto di tutti i fattori e numeri interni all’azienda, può tranquillamente continuare a farlo; chi, al contrario, non ha mai avuto un approccio manageriale alla sua struttura, è bene che se ne doti alla svelta, oggi più che ieri, altrimenti, non potrà andare da nessuna parte. 

Il PM per me è come l’orologiaio che ha il compito di far funzionare al meglio un orologio a carica manuale o, come mi piace pensare, un orologio automatico.

Con una determinata carica a disposizione deve ottimizzarne l’energia e accertarsi che ogni singolo ingranaggio funzioni a dovere e sia sempre ben lubrificato ed efficiente. Il fine ultimo è che l’orologio fornisca l’ora in modo impeccabile, ma anche che il servizio che reca sia compiuto con il minor dispendio di energia possibile.

Perché un orologio automatico?

Orologio automatico perché per me il polso, a cui è legato l’orologio, è il comparto economico che, muovendosi, crea il movimento che permette al motore di ricaricare la molla interna, che inizialmente era stata caricata a mano.

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