You are currently viewing Progettazione, innovazione, sostenibilità e nuova cultura del business: il punto di vista di Juri Franzosi di Lombardini22 – seconda parte
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Continua la nostra chiacchierata con Juri Franzosi, Direttore Generale di Lombardini22. Oggi parleremo di riqualificazione, di sperimentazione architettonica e progettuale e delle nuove sfide del mercato.

Le riqualificazioni sono un segmento fondamentale nel panorama nazionale, sia per la questione climatica sia per quella del business. Il recupero del vecchio è più importante della spinta del nuovo?

Siamo di fronte a un bivio, che non è quello da riqualificazione e nuovo. Vanno ripensate le città: la tecnologia sarà trainata dall’immaginazione. Un’immaginazione molto pratica, fondata sul riconoscimento delle presenze umane e sociali che caratterizzano la vita dei quartieri, che ne definiscono un’anima, combinata alla capacità di rispondere ai bisogni delle persone. Le città che vinceranno le sfide dei prossimi anni saranno quelle capaci di rispondere ai bisogni e ai desideri delle persone. Su questo ci sarà un nuovo posizionamento. Avremo, credo, delle sorprese.

Il comparto alberghiero è sempre un protagonista della sperimentazione architettonica e progettuale. Grandi gruppi a parte, però, è sempre difficile vedere esempi di edilizia lungimirante; perché? È solo una questione economica?

Il comparto alberghiero, nell’epoca pre-Covid, stava vivendo una fase di grande sviluppo economico e creativo. Il fermento era palpabile nelle operazioni dei grandi player e anche da parte di piccole realtà in grado di dare vita a strutture ricettive accoglienti e di alto livello qualitativo. Ma siamo all’inizio di una fase nuova, perché viaggiare è vivere. Una delle sfide si giocherà certamente sulla conoscenza delle dinamiche che governano il rapporto tra persona e spazi da vivere. In questo le neuroscienze ci aiuteranno molto.

Quanto vale il mercato delle costruzioni oggi, al lordo dei bonus e superbonus che stanno entrando sulla scena?

Lo scenario che vedo dalla prospettiva privilegiata di Lombardini22 è molto positivo: attivo, dinamico, che sa rispondere con prontezza al tempo presente e a tutte le difficoltà che conosciamo. In particolare colpisce la reattività del mondo uffici che in questo frangente ha dimostrato una grande attenzione alle persone e al benessere dei propri dipendenti, a partire dalla consapevolezza che lo spazio di lavoro rappresenta una leva importante – economica, sociale, culturale – non solo per le aziende ma per tutti i lavoratori. Più in generale l’Osservatorio sul mercato immobiliare 2021 di Nomisma evidenzia un calo contenuto delle compravendite residenziali nel 2020 (-7,7%): un risultato migliore delle attese, spinto dal dinamismo registrato fuori dai maggiori centri urbani, ma il futuro è ancora incerto. La fortuna del mattone è stata quella di essere percepito ancora come un rifugio del capitale. Per questo motivo molti investitori meno esposti alla crisi si sono indirizzati verso l’immobiliare. Vedo un grande slancio nei settori dei data center, della logistica, delle forme contemporanee del residenziale (housing sociale, senior housing, studentati) e – anche grazie ai bonus citati – della riqualificazione immobiliare.

Lei è tra i fondatori di BuildVision, una piattaforma online nata per guardare oltre il presente. Di cosa si tratta? Ce ne parla?

Si tratta di una nuova comunità di persone che mette in relazione gli attori della progettazione, delle costruzioni, della produzione industriale e del real estate per sviluppare insieme un nuovo modello di relazione e di sostegno alla crescita personale e professionale. Ci si incontra come persone, non come funzioni. L’obiettivo è migliorare se stessi per contribuire al miglioramento delle nostre organizzazioni. Così che, di conseguenza, migliorino la qualità degli edifici e degli spazi di vita, per costruire insieme un futuro sostenibile attraverso la ricerca tecnologica, estetica, funzionale. 

BuildVision è un hub, uno spazio libero di confronto. Nel mondo della smaterializzazione, usiamo anche il digitale per ripartire dalla persona e dal potenziale delle buone relazioni.

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