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Sostenibilità e settore turistico: un connubio vincente. Ne parliamo con Elena Stoppioni, Presidente di Save The Planet Onlus. Tra obiettivi, speranze e duro lavoro, ecco le sfide che la transizione ecologica ci impone.

Il mondo dell’hotellerie è, per consuetudine e necessità, ancora fortemente legato all’usa e getta e all’utilizzo di plastica. Qualcosa, lentamente, sta cambiando. Al netto delle nostre percezioni, stiamo davvero assistendo a un cambio di mentalità? Cosa ci sfugge? In cosa stiamo migliorando? Ci fornisca un quadro realistico della situazione.

La plastica! Materiale “croce e delizia” che mai come adesso fa tanto parlare di sé, sia nel mondo dell’hotellerie che tra le altre filiere. Ogni anno 8 milioni di tonnellate di plastica finiscono negli oceani, che vanno ad aggiungersi ai già esistenti 150 milioni di tonnellate… non a caso diciamo che tra un po’ nei mari ci saranno più rifiuti che pesci. Per inquadrare bene la situazione, a me piace molto ricordare la storia dell’invenzione della plastica, che in realtà ha un intento ambientale.

Nella seconda metà dell’Ottocento, infatti, una ditta statunitense promise un premio da ben 10mila dollari per chi avesse inventato un materiale che potesse sostituire l’avorio di cui erano fatte le palle da biliardo, passatempo molto in voga ai tempi e che provocava gravi mattanze di animali. Quel premio fu vinto da John Wesley Hyatt, scopritore della celluloide, primo polimero di sintesi della storia, che avrebbe poi dato vita ad una serie di innovazioni vitali per la storia dell’uomo. Poi, però, qualcosa è cambiato… il materiale più durevole del mondo è stato utilizzato per “l’usa e getta”. E questa è un’aberrazione provocata dall’uomo, che spesso si scorda il vero perché di ciò che ha a disposizione.

Ecco, se c’è una cosa di fondo che ci sfugge è proprio questo: il perché. Se lo ricordassimo, prenderemmo coscienza delle conseguenze delle nostre scelte. Molti imprenditori si stanno facendo domande nuove, anche dettate dal fatto che i clienti sono diventati più attenti all’ecologia nelle proprie scelte: dai prodotti che i fornitori propongono, a come condurre il proprio hotel, a che messaggi dare. Ma da quello che vedo ci sono ancora tante domande, troppi slogan, e pochissime azioni concrete.

Approfondiamo parlando  del successo dell’ultima campagna anti littering di Save the Planet, “Io la butto lì”. Quali sono stati i risultati?

La campagna #iolabuttolì realizzata con il supporto di JTI Italia e con il patrocinio del MATTM ci ha fatto scoprire un sacco di cose, noi per primi abbiamo imparato molto. 

Ad esempio, abbiamo deciso di iniziare con un sondaggio “Quanto sei green quando esci?”, per capire quale fosse la reale percezione del problema. Impressionante il bisogno di coinvolgimento delle persone: in poco più di un giorno ci sono pervenute oltre mille risposte, la metà provenienti da giovani tra i 18 e i 34 anni. Con nostro grande stupore sono state bocciate sanzioni e punizioni: solo il 3% di tutto il campione crede che sia utile mettere le mani in tasca ai cittadini per non vedere più spazzatura in città o al mare.

Questo ci ha spinto a tenere durante tutta la campagna un tono di voce positivo e partecipativo: il video realizzato dai nostri amici e testimonial di Casa Surace è stato visto da oltre 10 milioni di persone! Le condivisioni non smettevano più, e ancora oggi ci arrivano messaggi di chi ci si imbatte. 

Infine, è stato molto bello anche vedere quanti imprenditori, cittadini e pubbliche amministrazioni abbiano sottoscritto il manifesto di impegno della campagna e lo abbiano promosso nei propri ambienti: gli italiani vogliono passare dall’opinione all’azione, e questo è molto bello.

Tra gli obiettivi di Save The Planet c’è quello di diffondere pratiche ecologiche e sostenibili contribuendo a modificare le abitudini e gli stili di vita. Cosa è stato fatto e cosa si pensa di fare per il comparto turistico ed il settore alberghiero? È l’atteggiamento del turista medio a dover cambiare o sono gli alberghi che devono adeguarsi ad una nuova, rinnovata, sensibilità ecologica?

Dal 2019 con l’Osservatorio di Save The Planet lavoriamo sul progetto “Sustainable cities and communities”, monitorando i parametri che l’ISO (Ente Internazionale di Standardizzazione) ha indicato come il metro di misura della sostenibilità delle città. Molti di questi indicatori riguardano il comparto turistico (https://sustainablecities.savetheplanet.green/): le presenze/pro capite rispetto agli abitanti, ad esempio, sono un indicatore importante per far emergere il cosiddetto turismo “mordi e fuggi”, che spesso lascia dietro di sé un’ingente quantità di rifiuti indifferenziati. Nelle città più critiche da questo punto di vista occorre infrastrutturare con intelligenza il servizio di raccolta e differenziazione dei rifiuti, e collaborare con l’hotellerie affinché si possa disseminare una cultura di tutela della bellezza del territorio. Altro fattore molto importante sarà lo “shift energetico” degli hotel, notoriamente molto energivori, affinché vengano incentivati ad abbandonare le energie provenienti da fonti fossili e si alimentino con fonti rinnovabili, oppure ad utilizzare mezzi elettrici e opportune stazioni di ricarica elettrica messe a disposizione degli ospiti. Per il resto, più che il turista medio, esistono le persone… e le persone si “agganciano” e si cambiano con la bellezza, la gentilezza, l’accoglienza e la positività di una narrazione educativa.

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